Interdisciplinarietà

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Nell'Introduzione ai Saggi di etnopsichiatria di G. Devereux, R. Bastide ha scritto (anni fa):
“Si può parlare, oggi, di una crisi delle scienze umane? Forse no, ma certamente si sta attraversando un periodo di confusione. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo sono nate una serie di nuove scienze, dalla psicoanalisi alla cibernetica; sono state messe a punto una quantità di prospettive o, se vogliamo, di spiegazioni inedite per affrontare problemi secolari. Allo stato attuale, queste scienze nuove o questi nuovi criteri di spiegazione vengono a reciproco cimento, sono alla ricerca di una via che li ponga in comunicazione, senza peraltro riuscire a rintracciare tecniche di positiva collaborazione, in un tentativo poco scaltrito di reperire momenti di sintesi. Si fa un gran parlare dell’interdisciplinarità, senza rendersi conto che questa, qualora non si fondi su una critica preliminare dei postulati e dei metodi delle discipline che si intendono collegare, finisce, lungi dal creare un nuovo ordine, con il moltiplicare le occasioni di disordine.”

[citato da Luigi Anepeta]



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